Ombre
(2026)
Il video sovrappone cento riprese del mio corpo che entra ed esce dall'inquadratura davanti a un muro bianco: cinquanta passaggi da sinistra, cinquanta da destra.
La sovrapposizione dei passaggi crea un'immagine instabile, mai completamente a fuoco: è il presente che scorre senza fermarsi, senza lasciare al corpo il tempo di fissare una propria immagine che già cambia e diventa altro; un movimento continuo, un accumulo, una sovrapposizione di sé.